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Il primo chakra, Muladhara Chakra. In sanscrito muladhara significa radice, infatti, il primo chakra è il fondamento di tutto il sistema dei chakra, è situato alla base della colonna vertebrale ed è qui che noi costruiamo le nostre fondamenta.
Un primo chakra sano permette alla persona di radicarsi.
Le gambe e i piedi sono le nostre radici e con solide radici possiamo sentirci presenti e concentrati nel qui ed ora. Se non siamo radicati alla terra ci sentiamo instabili, perdiamo il nostro centro ed è più facile venire destabilizzati dalle intemperie emotive e dai nostri pensieri. Di conseguenza, anche la nostra attenzione non è concentrata nel presente ma tende a vagare.
Stabilizzare il primo chakra è quindi fondamentale anche per la convalida dei diritti fondamentali che lo caratterizzano: il diritto di esistere e il diritto di avere ciò che ci serve per sopravvivere.
Una forma di supporto per la sopravvivenza del nostro corpo è il nutrimento. I disordini alimentari sono spesso manifestazioni del primo chakra e le persone che presentano questi disturbi mettono in discussione il loro diritto di esistere.
L’elemento sottostante il primo chakra, quindi, è l’istinto di sopravvivenza che, quando minacciato, ci fa sperimentare la paura. A causa della paura il nostro corpo va in uno stato di allerta e nell’organismo vengono rilasciati sostanze chimiche naturali (l’adrenalina) che lo preparano all’azione.
In questo modo diventiamo ansiosi, ipervigili o agitati con la conseguente difficoltà a rilassarci o tranquillizzarci.
Il corpo, quindi, trovandosi sotto stress in maniera continua sarà più soggetto a problemi di stomaco, problemi cardiaci, debolezza nel sistema immunitario, insonnia o stanchezza cronica.
Ma la paura non è da demonizzare poi così tanto perchè può essere un trampolino di lancio per porci delle domande: “da dove viene questa paura?”, “mi è servita a qualcosa? E se si, in che modo?”, “quali sono le mie risposte alla paura? Come mi rende? Nervoso/a? Arrabbiato/a?” Sebbene, quindi, la paura sia il demone del primo chakra, ci può insegnare molto.
In quanto alleata dell’autoconservazione, ci insegna quanto è importante prenderci cura di noi stessi. Quindi, solo quando riconosceremo questo demone come un alleato, sapremo controllarlo.
Traumi alla nascita, abbandono, malnutrizione o violenza fisica hanno un impatto sul primo chakra. Tutti questi elementi alterano la formazione del primo chakra, invece, un primo anno di vita senza traumi crea delle solide fondamenta.
Essere abbandonati ci fa sentire non voluti e, quindi, mettere in dubbio il diritto fondamentale del primo chakra: il diritto di esistere. L’abbandono provoca delle paure che poi ci portiamo dietro anche nella vita adulta come per esempio il timore di esprimere, all’interno delle nostre relazioni, quello che pensiamo o ciò che non ci piace per paura che l’altro possa abbandonarci.
Quindi, l’abbandono mina la capacità di sviluppare un senso di sicurezza e di fiducia in sé.
La violenza fisica danneggia il corpo e per questo si rivelerà sempre in qualche aspetto del primo chakra. Poichè spesso la violenza fisica deriva da qualcuno presente in casa, determina un profondo tradimento di fiducia, perchè il bambino risulta svantaggiato nel difendersi.
Innanzitutto è importante prendere consapevolezza del proprio corpo e del rapporto che si ha con il proprio corpo e le sensazioni fisiche.
Così facendo, quando emergono delle emozioni la persona può cercare di capire in quale parte del corpo sente quella determinata emozione e, ad esempio, domandarsi: “quando ho paura, cosa succede al mio corpo? Come diventa il mio respiro?” o ancora “quando provo rabbia, cosa succede al mio corpo e al mio respiro?”
Inoltre, molto importanti sono anche gli esercizi di radicamento a piedi scalzi.
Posso sedere su una sedia: testa, collo e schiena ben allineati, schiena dritta, non poggiata sullo schienale, gambe divaricate quanto la larghezza delle anche, piedi paralleli e ben saldi a terra.
Lentamente, inizio a muovere le dita dei piedi:
Ancora, posso alzarmi, sentire i miei piedi come sostegno del peso del corpo e percepire la consistenza del terreno sotto di essi.
I piedi sono le nostre radici, il nostro collegamento con Madre Terra, ciò che ci permette di muovere i nostri passi nel mondo. Per questo sono così importanti.
“Separati dall’esperienza del nostro corpo, siamo separati dalla nostra vitalità. Non collegati al nostro corpo, le nostre azioni diventano compulsive. Perdere la nostra connessione con il corpo significa diventare privi di una patria spirituale. Senza un’ancora galleggiamo privi di scopo, sbattuti dai venti e dalle onde della vita”.
Abbiamo creato Niva Studio Benessere per dare la possibilità alle persone di essere ascoltate, guidate e seguite nel loro percorso di benessere dall’inizio alla fine.