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Camminare: un punto di vista funzionale Osteopatico

Published by Gabriele De Felice on 3 Giugno 2021
Categories
  • Osteopatia
Tags
  • camminare
  • camminata

L’uomo è camminatore da sempre, percorrendo da sempre piccoli e grandi tragitti per i motivi più diversi. Il tema del camminare per il benessere, come sport, per favorire la concentrazione, per dimagrire è sempre molto dibattuto ma vediamo dal punto di vista Osteopatico se posso aiutarvi ad interpretare questo apparentemente semplice gesto.

Cominciamo dicendo che sarebbe opportuno che la camminata fosse eseguita in uno spazio aperto per i seguenti motivi:

  • Sufficiente spazio per attivare efficacemente lo schema del passo.
  • Assenza di oggetti in mano per far oscillare gli arti superiori.
  • Corretta ossigenazione.
  • Terreno possibilmente variabile come superficie.

Non conta muoversi tra le mura casalinghe in modo discontinuo se si vogliono massimizzare i benefici!

La cosiddetta “rollata” del passo è quel passaggio di carico del proprio peso corporeo sul piede che spinge da terra per avanzare.

Il peso viene distribuito con una “S” dal bordo esterno del tallone per terminare con la spinta dell’alluce, attivando così quella pompa podalica che favorisce il ritorno venoso assieme alla respirazione.

Dal punto di vista circolatorio ci sono dei grandi vantaggi, non solo per gli arti inferiori ma anche per gli organi interni che vengono mobilizzati ritmicamente e drenati.

La motilità intestinale viene stimolata dal movimento ritmico e dalla mobilizzazione di tutta la zona addominale, per questo si consiglia sempre la giusta dose di moto alle persone che soffrono di stipsi, ma anche di colite che è un processo infiammatorio sensibile al ristagno di fluidi.

Anche dal punto di vista della mobilità scapolo-toracica e costale, camminare favorisce assieme all’aumento della frequenza del respiro, la rimozione dei ristagni polmonari e bronchiali, inoltre a mantenere elastiche e strutture di sostegno e viscerali.

A proposito della capacità di concentrazione, della distensione psichica che può favorire il camminare, dobbiamo tenere presente che il movimento contrapposto di braccia e gambe chiamato “schema crociato del passo”, favorisce la comunicazione tra i due emisferi cerebrali migliorando così la loro “coerenza”.

Tonificante anche dal punto di vista neurologico, si spiegano anche le capacità antidepressive ed antistress delle passeggiate, meglio se fatte costantemente.

Il terreno su cui si cammina è fondamentale, l’uomo è da relativamente poco tempo che cammina su superfici lisce e senza quasi variazioni di pendenza e consistenza del suolo, questa componente artificiale ha fatto si che si sviluppassero maggiormente dolori articolari, alla schiena e fenomeni artrosici.

L’essere umano ha sempre camminato su superfici accidentate che costringono i piedi con tutte le loro componenti ossee e legamentose all’adattamento, così come i muscoli, contrariamente a quanto si crede le superfici accidentate con variazioni di pendenza costringono un maggiore coinvolgimento dell’addome e del “core”, prevenendo insorgenza di mal di schiena oltre ad essere più utili alla muscolatura in generale.

Come vedo una persona camminare?

Ci sono delle zone del nostro corpo che rappresentano dei “relais”, degli snodi fondamentali verso i quali arrivano delle forze e dai quali queste forze vengono distribuite, dissipate e convertite per l’economia ed il confort del gesto specifico.

Ovviamente sono zone sulle quali mi focalizzo molto nella valutazione per un’armonia generale dello schema del passo, ricordando sempre che ad una zona con un blocco oppure una limitazione, ne conseguirà un’altra che dovrà sopperire a questa mancanza deteriorandosi precocemente!

Facciamo degli esempi:

  1. Colonna cervicale ed allineamento del capo: se la sede dei sensi è mal posizionata oppure soggetta a tensioni, tutto ciò che è al di sotto dovrà compensare.
  2. Cingolo scapolare: rigidità delle spalle possono andare a perturbare la cinetica degli arti superiori alterando la qualità del passo.
  3. Colonna dorsale: rigidità e blocchi possono influenzare negativamente la colonna cervicale, lombare e gli arti superiori persino le componenti legamentose delle ginocchia.
  4. Clavicole: separate ma collegate tra di loro sono un’importante “pivot” rotazionale che con i loro legamenti che li collegano allo sterno influenzano il pube e l’arto inferiore in special modo il perone della gamba e così la caviglia.
  5. Punto di passaggio lombo-sacrale molto sollecitato nello schema del passo, se le anche hanno dei problemi questa zona sarà sovraccarica.

Questi sono alcuni dei punti su cui si focalizza la mia valutazione che poi vanno contestualizzati a seconda dei casi e della condizione clinica e personale del paziente.

Il lavoro di riequilibrio e di armonizzazione sul paziente ha l’obiettivo di migliorare la biomeccanica dei rapporti tra tutti i distretti corporei migliorando la coordinazione e rendendo più fluido il passo. La diminuzione dell’eventuale dolore sarà conseguente al trattamento di eventuali squilibri muscolari valutati in precedenza.

Una valutazione posturale statica e dinamica è fondamentale per poter impostare programmi specifici di miglioramento, che gioveranno alla camminata e conseguentemente alla sua efficacia.

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Gabriele De Felice
Gabriele De Felice

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