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Voglio andare dallo psicologo, ma da quale professionista e come sceglierlo? Vediamo alcuni dei passaggi principali che intercorrono tra la decisione di riferirci a uno psicologo e il primo contatto con il professionista.
Il primo modo che conosciamo tutti, per la scelta di un professionista psicologo, è quello del passaparola: ovvero se conosciamo qualcuno che è andato da uno psicologo e ne è soddisfatto, probabilmente ci riferiremo a lui per chiedere informazioni.
Allora molto probabilmente questa persona, dopo aver contattato il suo psicologo e avergli portato la vostra richiesta, tornerà da voi con il nome di un collega di fiducia cui potrete riferirvi e che potrete contattare.
Un’ulteriore modalità è quella di ricercare un nome attraverso elenchi, che siano cartacei o digitali, questo porta con sé una questione: la scelta viene fatta “a caso” o meglio, senza conoscere nulla del professionista, a parte il nome, e forse l’indirizzo.
E ancora una modalità è ormai molto diffusa, quella del social, grazie ai quali si può venire a contatto con pagine più o meno approfondite che ci permettono di iniziare ad interfacciarci con il professionista.
Come esplicito già nell’articolo “Lo psicologo, lo psicoterapeuta, lo psichiatra: formazione e professione” e “Lo psicologo è un libero professionista: cosa significa e perché può essere utile saperlo?” gli psicologi sono iscritti a un albo, il quale è pubblico e può essere consultato usando i termini “albo online” e aggiungendo la regione di riferimento nella ricerca.
Pertanto, ogni psicologo effettivamente iscritto all’albo, e che può esercitare la professione, in quanto iscritto a uno degli albo regionali si confronta con un primo approccio alla pubblicizzazione della professione attraverso la propria area personale, collegata a un profilo pubblico, nella quale è possibile esplicitare alcune informazioni come ad esempio esperienze o target di lavoro.
Tuttavia non è escluso che un professionista si voglia avvalere anche di ulteriori pagine o profili sui social, per aumentare le probabilità di essere trovato.
Infatti, spesso troviamo ricorrere alcune informazioni che lo riguardano, ad esempio, il suo percorso di studi e forse l’orientamento del suo approccio lavorativo, gli obiettivi e magari la sua esperienza.
Riflettiamo ora sul se e sul come questi elementi che troviamo condivisi su internet dai professionisti, sono davvero utili al cliente per orientarsi nella scelta.
Il percorso di studi è l’elemento più chiaro, perché volendo si potrebbe anche cercare quello stesso percorso sui siti delle università e risalire addirittura a quali e quanti esami sono stati superati.
Ma questo, ci sarebbe davvero utile? Sapere quale esame, anche quale programma per ogni esame è stato studiato, ci assicura veramente che stiamo scegliendo il professionista “giusto”? La conoscenza del percorso universitario, se ci riflettiamo, non ci assicura quali competenze quel singolo professionista ha appreso dal suo percorso formativo.
Dando una prima occhiata possiamo dire che questa informazione è utile perché sappiamo in che ambito il professionista ha già lavorato, e possiamo confrontarci con questo dato per vedere se noi riteniamo di rientrare o meno in questo settore.
Psicologia del lavoro, psicologia dell’emergenza, psicologia dello sviluppo, sono solo alcuni degli settori lavorativi che talvolta vengono esplicitati.
E’ però importante sottolineare che questo dato ci informa sul “dove” e non sul “come” si ha lavorato.
Banalmente, per fare un esempio, chi ha esperienza con i gruppi ci sta solo dicendo che lavora con più persone contemporaneamente, ma se non si è studiosi dell’argomento, non si sa che esistono più modelli per lavorare in questo tipo di situazione, e lo stesso vale per gli altri ambiti sopra citati.
Per quanto riguarda gli obiettivi, si può pensare di vedere se, e quanto, rispecchiano i nostri desideri come clienti. Ed ecco che fioccano di nuovo termini che possono risultare vuoti o fuorvianti per un occhio poco esperto, come è normale che sia, quello del cliente.
Elenchi infiniti che sembrano dire “io professionista psicologo tratto…” il disturbo d’ansia, o l’ansia, il panico, il lutto, la consapevolezza di sé, l’elaborazione delle emozioni. Mischiando diversi tipi di informazioni quali disturbi definibili come psichiatrici, problemi di convivenza, emozioni e capacità personali che il cliente potrebbe desiderare di migliorare.
Allora l’obiettivo diventa la risoluzione di un problema che non è nemmeno lontanamente definibile come unico, e determinato dalla persona che lo porta, in quanto deve essere incasellato in una problematica semplice e riconoscibile, perché se il professionista riconosce che ogni problema è unico, arriva per forza alla conclusione, che lui la soluzione prestampata non ce l’ha.
Ecco che il cliente viene imboccato con l’obiettivo, il quale non è più compreso e costruito insieme. E quelle parole diventano vuote e lontane dalla persona che sta scegliendo quel professionista.
Arriviamo in fine all’approccio lavorativo: ho volutamente lasciato per ultimo il collegamento con questo tema, in quanto è talmente ampio che necessita di uno spazio specifico a parte; pertanto rimando il lettore che lo vuole approfondire all’articolo #5.
Per concludere, purtroppo o per fortuna, alla domanda “come trovo il professionista giusto per me” non si trova risposta, non esiste una buona prassi, una serie di azioni da compiere, o il questionario/test di una rivista da compilare, che ci portino alla soluzione, in quanto alla precedente domanda sembra sostituirsi quella di “come faccio ad affidarmi a qualcuno che non conosco?”.
Infatti, oltre a tutti gli elementi sopra citati, che rendono ogni professionista differente, è necessario aggiungere che il legame che si crea è il frutto anche di fattori personali del cliente e dello psicologo stesso, che combinandosi creano una relazione unica.
Ecco quindi, che la soluzione ci sfugge dalle mani, perché la questione passa ad essere da pratica a psicologica.
Abbiamo creato Niva Studio Benessere per dare la possibilità alle persone di essere ascoltate, guidate e seguite nel loro percorso di benessere dall’inizio alla fine.